Teodóra Szabó Tönki
Il suo lavoro prende avvio dal gioiello, ma il suo obiettivo non è mai il gioiello in sé. Questi oggetti non decorano: mediano. Portano stati interiori, processi psicologici e i paesaggi mutevoli di un mondo interiore invisibile. Per lei il gioiello non è un oggetto, ma un mezzo — un pensiero da indossare.
Il suo percorso artistico nasce dalla precisione disciplinata e industriale dell’oreficeria classica. Cresciuta in un laboratorio di famiglia, ha appreso il rispetto per la forma, la responsabilità verso i materiali e la logica interna della struttura. Tuttavia, fin da subito è apparso chiaro che la sola forma non è sufficiente: il vero valore risiede nel significato per cui un oggetto viene alla luce.
Gli anni trascorsi a Firenze e gli studi presso l’Accademy Le Arti Orafe e l’Istituto Polimoda hanno rafforzato una visione in cui la tradizione non è un punto di arrivo, ma di partenza. La gioielleria contemporanea, per lei, non è uno stile ma un modo di pensare: pone domande anziché offrire risposte; rivela piuttosto che illustrare.
I materiali sono sempre scelti in modo consapevole e restano subordinati al concetto. Metallo, tessile, pietre e perle non sono elementi decorativi, ma portatori di significato. Le strutture appaiono spesso al tempo stesso protettive e vulnerabili, chiuse e permeabili — proprio come i mondi interiori.
LA COLLEZIONE
Le collezioni Soul Grid Transformations e Soul Veils rappresentano tappe di un viaggio interiore. In queste opere, gli strati della psiche, i suoi meccanismi di difesa e le sue delicate trasparenze assumono forma fisica. Un paesaggio interiore viene tracciato nel metallo: non rappresentato, ma reso percepibile.
La superficie diventa volume. La struttura è vuota, eppure colma di significato. Ciò che è invisibile è importante quanto ciò che si vede. Questi oggetti non si chiudono: si aprono — instaurando un dialogo tra chi li indossa e il proprio mondo interiore.